Video Intervista al Corriere TV: Il genocidio dei tutsi ruandesi sia scolpito nella storia. Insieme alle colpe della Francia

Link al  video-intervista Corriere TV

Intervista corriereweb

Intervista corriereweb

Link  per acquistare on line il libro “Rwanda, la cattiva memoria”: http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=262

Prezzo: Euro 12.00 10.50
Disponibile anche in versione ebook epub: Prezzo: Euro 5.99

Minuti molto bene investiti per sapere e non dimenticare. E per imparare. Imparare quali sono state in questo genocidio le colpe non solo degli estremisti hutu ma anche della Francia (che non ha mai chiesto scusa), dell’Onu e degli Stati Uniti (che almeno scusa l’hanno chiesta).

copertina Rwanda la cattiva memoria

copertina Rwanda la cattiva memoria

Add comment aprile 18th, 2014

Una intensa 20° Commemorazione del Genocidio dei Tutsi in Rwanda

Un grazie di cuore a tutti coloro che si sono uniti con noi per la 20° commemorazione dei nostri, vedere la sala della Protomoteca gremita di un pubblico così attento, pieno di empatia per Yolande MukagasanaGilbert Rwandan FilmmakerValens Musabyemungu e tanti sopravvissuti a quei terribili massacri è stato davvero un balsamo al cuore per tutti noi. Forse grazie a tutto ciò un giorno il “mai più” siglato nella convenzione ONU del ‘48 diventerà una certezza, nessuno popolo dovrà subire un’immane violenza per ciò che è…

Rwanda 20 Anni Protomoteca

Rwanda 20 Anni Protomoteca

Da questo ventennale ci portiamo dietro la dichiarazione  del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, presente alla celebrazioni a Kigali: vent’anni dopo il genocidio in Rwanda “la vergogna” dell’Onu per non averlo impedito non è stata cancellata, mentre per quanto ci riguarda continueremo a lottare purché la Francia ammetta la sua implicazione diretta nei massacri dei nostri; in effetti ben detto Presidente Paul Kagame:”i fatti sono cocciuti”, nessuno li può cancellare!

Qui di seguito foto e Link evento.

Foto 20° Commemorazione alla Protomoteca

Rassegna Stampa:

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2014/04/07/1049908-rwanda-genocidio-20anni.shtml
http://multimedia.quotidiano.net/video/cronaca/ruanda-una-sopravvissuta-in-campidoglio-non-abbiamo-dimenticato-qn-66011
http://www.lapresse.it/foto/cronaca/manifestazione-al-campidoglio-bene-rwanda-onlus-nel-ventennale-del-genocidio-1.486135
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-06/rwanda-20-anni-fa-genocidio-papa-avanti-la-riconciliazione-172950.shtml?uuid=ABnFHo8
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/rwanda-commemorazione-genocidio-francia-esclusa-kagame-19db6209-6336-4ca9-a696-6e1a0c44c412.html?refresh_ce

Add comment aprile 12th, 2014

Rwanda VENTI anni dopo ancora polemiche sul ruolo della Francia

Yolande Mukagasana, menzione Unesco per la Pace: “Ho visto con i miei occhi i francesi consegnare i tutsi agli hutu per farli massacrare; le accuse di Paul Kagame a Parigi non sono solo giuste ma dovute e necessarie per ricostruire la verità e ottenere giustizia”

XX GIORNATA INTERNAZIONALE DEL GENOCIDIO DEI TUTSI IN RWANDA

Grande successo di pubblico e importante riscontro mediatico per le celebrazioni del Ventennale del Genocidio del Rwanda organizzato da Bene Rwanda Onlus lunedì 7 aprile 2014, presso la Sala Protomoteca del Palazzo del Campidoglio in Roma. A tenere banco la crisi diplomatica fra Rwanda e Francia che ha cancellato all’ultimo minuto la sua partecipazione alle celebrazioni di Kigali, dopo che il presidente ruandese Paul Kagame aveva ribadito le accuse di complicità nel genocidio nei confronti dell’allora governo francese.

Quella del genocidio dei Tutsi è una storia ancora attuale così come dimostrano le mai sopite polemiche a livello internazionale. A sottolineare questo aspetto è proprio Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio, scrittrice e vincitrice della menzione Unesco per l’educazione alla pace: “I francesi si stupiscono che il nostro presidente ritorni sulla loro implicazione diretta nel genocidio che mi ha portato via i miei figli; ma noi sopravvissuti di quei massacri pretendiamo proprio questo da lui come minimo; io li ho visti con i miei occhi i francesi sulle barriere chiederci le carte d’identità e consegnare quelli dove era scritto tutsi agli interahamwe, le milizie hutu responsabili del genocidio”.

Un concetto ripreso e sostenuto da Francoise Kankindi, presidente di Bene Rwanda Onlus: “La ventesima commemorazione ci richiede di scolpire nella pietra la storia del genocidio dei tutsi in Rwanda, perchè non deve sussistere alcun dubbio che lascia spazio ai negazionisti o a coloro che continuano a negare le loro responsabilità; la Francia, in particolare, non potrà continuare a negare all’infinito il suo diretto coinvolgimento nel genocidio della nostra gente, perchè oramai, a distanza di anni, abbiamo raccolto prove a sufficienza per confermare quello che già molti di noi sapevano fin dall’inizio dei massacri”.

La giornata della memoria ha contato sulla presenza di tantissimi giovani delle scuole romane, dei membri delle comunità africane, di accademici e politici. Proprio la città di Roma ha voluto ospitare la commemorazione che ha contato sulla presenza di Gianluca Peciola, delegato dal Sindaco Marino e vice presidente Commissione Cultura in Campidoglio.

Presente fra gli altri Fabio Graziosi, responsabile UNRIC per l’Italia, in rappresentanza delle Nazioni Unite che, attraverso un messaggio del segretario generale Ban Ki-Moon, hanno ricordato il genocidio del Rwanda ammettendo le proprie responsabilità. Nel suo messaggio in occasione del 7 aprile Ban Ki-Moon ha ammesso come vent’anni non siano stati sufficienti a cancellare la “vergogna” dell’Onu che non fu in grado di intervenire per fermare i massacri.

Presenti fra gli altri Paolo Ricca, presidente della Tavola Valdese, Francesco Alicicco, Console Onorario del Rwanda a Roma, Federigo Argentieri, professore di Scienze Politiche alla John Cabot University, si focalizzerà maggiormente sugli aspetti internazionali e sul ruolo dell’Occidente con la partecipazione di Staffan De Mistura, vice ministro Affari Esteri, Karel Kovanda, vice direttore generale Commissione Europea, Marie Claire Safari, Presidente dell’associazione Umubyeyi Mwiza, il regista Alexandre Dauge-Roth, Daniele Scaglione, scrittore, Enzo M. Le Fevre Cervini, direttore Budapest Centre for the International Prevention of Genocide and Mass Atrocities, Milena Santerini, professore Università Cattolica di Milano.  La giornata si è conclusa con la proiezione in anteprima italiana del film “The Rwandan Night”  del soppravvisuto Gilbert Ndahayo.

Add comment aprile 9th, 2014

RWANDA 20 ANNI BASTANO!

Editoriale di  su Gariwo di di Françoise Kankindi, presidente Bene Rwanda

Sembra ieri quel aprile sanguinoso che portò via un milione del mio popolo, invece sono passati 20 anni! Sento sempre più il peso delle domande che mi tormentano da sempre: Cosa rimane dell’eccidio dei Tutsi in Rwanda?Il mondo si è dotato degli strumenti per evitare che succeda di nuovo? I negazionisti hanno smesso di infangare la memoria delle vittime  ed i sopravvissuti hanno ricevuto una minima riparazione? Il grido che risuona spontaneo è che vent’anni bastano.

Rwanda 20° Commemorazione

Rwanda 20° Commemorazione

Questa pagina oscura dell’umanità dev’essere scolpita nella pietra e ciò che, seppur tardivamente, l’Onu e la comunità internazionale hanno riconosciuto non può essere ignorato. Se all’epoca i media italiani si sono allineati alla versione dei fatti fornita dalla Francia complice dei genocidi, oggi pretendiamo un passo in avanti, una vera contro-informazione che tenga conto delle indagini e delle verità giuridiche stabilite dal Tribunale Internazionale di Arusha, dalle tante inchieste e dai libri scritti da studiosi animati dalla voglia di sapere cosa sia veramente successo in Rwanda.

Mi ripeto continuamente che non devo solo piangere quando ricordo quei momenti terribili. Quelle immagini del ‘94, che evocano fiumi straripanti di corpi inermi della mia gente, dove l’acqua era il loro sangue, bisogna trovare un antidoto per cancellarle. E questo non può prescindere dal pretendere che la verità venga fuori nella sua interezza. Occorre ritornare sui fatti e cancellare le affermazioni, come quella di Francois Mitterand che alla fine del ’94 esclamò: “quale genocidio, quello degli Hutu contro i Tutsi o quello dei Tutsi contro gli Hutu?” Chi avrebbe mai osato, dopo la Shoah, mettere sullo stesso piano gli ebrei e i nazisti? Invece noi assistiamo impotenti alla sovrapposizione delle nostre vittime con i propri carnefici. Continuo a leggere ovunque del genocidio rwandese eppure, quando timidamente chiedo di precisare, vedo smarrimento ed approssimazione.

Allora mi dico che c’è ancora molto lavoro da fare, che la nostra storia deve essere raccontata, aggiustata e puntualizzata! Sento che diventa impellente comunicare il nostro punto di vista. Per questo mi è uscito dalle viscere il mio primo libro appena pubblicato: “Rwanda, la cattiva memoria”. Perchè non possiamo più tollerare che chi ha fermato il genocidio della nostra gente possa essere infangato come quello che ne è responsabile! Ora è arrivato il momento di ottenere giustizia per le vittime. Perché ogni genocidio, ovunque venga commesso, colpisce l’umanità intera e non può essere ignorato. Se è troppo tardi per salvare il milione di uomini, donne e bambini ruandesi che sono stati violati, torturati e sterminati nella notte tra il 6 e il 7 aprile e fino al 18 luglio 1994; non sarà mai tardi per raccontarne la storia.

Altri articoli e speciale ventennale su Gariwo: (http://www.gariwo.net/pagina.php?id=10685)

Add comment aprile 4th, 2014

Presentazione a Roma del libro “Rwanda, la cattiva Memoria” (4 aprile 2014)

Venerdì 4 aprile, in occasione della Giornata della commemorazione delle vittime del genocidio in Ruanda (7 aprile), gli scrittori Francoise Kankindi e Daniele Scaglione presenteranno il loro libro: “Rwanda, la cattiva memoria”.

Libro "Rwanda, la cattiva memoria"

nuovo in libreria

Intervengono gli autori, Pietro Veronese, giornalista di Repubblica, e Milena Santerini, docente Università Cattolica di Milano e deputata.

Il libro, che uscirà in occasione del ventennale del Genocidio dei Tutsi in Rwanda, riflette sulla disinformazione che genocidio dei Tutsi in Rwanda. Cosa rimane a vent’anni di tale eccidio? Ci siamo dotati degli strumenti per evitare che succeda di nuovo? E i negazionisti hanno smesso di infangare la memoria di un milione di morti e i sopravvissuti hanno ricevuto una minima riparazione?

Appuntamento a Feltrinelli, V. E. Orlando (Roma) alle ore 18:00 di venerdì 4 aprile.

Altri appuntamenti:

1) Martedì 8 aprile 2014, ore 18 presso il Circolo Arci “Zenzero” via Torti 35 Genova,  locandina presentazione allo Zenzero

Add comment marzo 24th, 2014

COMMEMORAZIONE VENTENNALE DELLA MEMORIA DEL GENOCIDIO DEI TUTSI

Una giornata di condivisione per la memoria delle vittime, la solidarietà ai sopravvissuti, la giustizia e la costruzione di un mondo libero dalle discriminazioni

lunedì 7 aprile 2014, Sala Protomoteca nel Palazzo di  Campidoglio, Roma

Programma

ore 9.30 : Sentire globalmente, agire localmente. Le istituzioni per                          la cultura della convivenza

  • Ignazio Marino, Sindaco di Roma Capital e Lidia Ravera, Assessore alla Cultura e Sport Regione Lazio
  • Saluto di Francesco Alicicco, Console Rwanda e Fabio Graziosi, Responsabile UNRIC per l’Italia,
  • Gianluca Peciola, Vice Presidente Commissione Cultura  Roma Capitale
  • Paolo Ricca, Presidente Tavola Valdese.

Modera  Françoise Kankindi, Presidente di Bene-Rwanda onlus

Ore 10.30: Le ferite del silenzio. In Rwanda prima, durante e dopo il 1994

  • Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio, scrittrice, attivista per l’assistenza ai sopravvissuti

ore 11.30: La coscienza, autocritica dell’occidente e la prevenzione dei genocidi

  • H.E Staffan De Mistura, già Funzionario Onu e Vice Ministro degli Affari Esteri
  • H.E Karel Kovanda, Rappresentante Permanente de la Repubblica Ceca presso  l’ONU nel 94
  • Pietro Veronese, Giornalista,  la Repubblica

Modera Federigo Argentieri, direttore del Guarini Institute for Public           Affairs e professore di Scienze Politiche presso la John Cabot University.

Pausa

Rwanda 20 Anni a Roma

Rwanda 20 Anni a Roma

ore 15.00:  Promuovere una comunità che ascolti e prevenga                                        genocidi

  • Tavola rotonda con Alexandre Dauge-Roth, autore di “Writing and Filming the Genocide of the Tutsi in Rwanda: Dismembering and Remembering Traumatic History” (2010)
  • Gaddo Flego, medico volontario in Rwanda nel 1994, Daniele Scaglione (autore di “ Rwanda 94. Istruzioni per un genocidio”)
  • Enzo M. Le Fevre Cervini (Budapest Center for the prevention of genocide)
  • Milena Santerini, docente Università Cattolica di Milano, deputata

Modera Marie Claire Safari, Presidente UM onlus

ore 16.45:  Pausa

ore 17.00: Presentazione e Proiezione ANTEPRIMA ITALIANA del filmThe Rwandan Night”( 95min) di Gilbert  Ndahayo, sopravvissuto al genocidio: Premio del migliore documentario al SVAFF(Califonia)

Introduzione e testimonianza dell’autore

A cura di Bene Rwanda onlus, con il Contributo e patrocinio di Roma Capitale, Umubyeyi Mwiza onlus, John Cabot University, collaborazione del Budapest Center for the Pevention of Genocide , del Consolato e della Diaspora Rwandese. Patrocini della Regione Lazio, Nazioni Unite e Comunità Europea.

L’evento  è aperto al pubblico gratuitamente.

Link per scaricare locandina Rwanda 20 Anni

ALTRI EVENTI COMMEMORATIVI DEL VENTENNALE:

1) Porto San Giorgio 5 aprile 2014, ore 21.15 presso il Teatro Comunale

Locandina- 5 Aprile Porto San Giorgio

Locandina- 5 Aprile Porto San Giorgio

2) Santiago del Cile Lunedi 7 aprile 18.30 hrs. Sala Berríos, Universidad ARCIS – Erasmo Escala 2728, Santiago.

Seminario Ruanda ARCIS 7 aprile Santiago del Cile

3)Pistoia, il 10-11 aprile al  Palazzo Comunale

Locandina Pistoia

Locandina Pistoia

4) Milano, 12 aprile con la Diaspora Rwandese

link al programma comemorazione Milano

Add comment marzo 11th, 2014

LA LIGURIA PER I DIRITTI UMANI IN RICORDO DEL GENOCIDIO DEI TUTSI

Mercoledì 9 aprile 2014, Teatro della Gioventù, Genova

Una giornata di condivisione per la memoria delle vittime, la solidarietà ai sopravvissuti, la giustizia e la costruzione di un mondo libero dal razzismo

programma

ore 9.00:  Sentire globalmente, agire localmente. Le autonomie regionali per la cultura della convivenza

Claudio Burlando,  Presidente della Regione Liguria

Lorena Rambaudi, assessore Regione Liguria

Franco Bonanni, dip. Salute e Servizi Sociali Regione Liguria

Saluto di Luciano Longo, console H Rwanda e di Fabio Graziosi, responsabile UNIRIC per l’Italia

ore 1o.00 -12.00: Promuovere una comunità che ascolti attraverso la testimonianza

Workshop per insegnanti, studenti ed educatori in collaborazione con il dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’’Università di Genova con Alexandre Dauge-Roth, Scrittore e Yvonne Ingabire Tangheroni, soppravvissuta al Genocidio

Introduce Gaddo Flego, medico volontario in Rwanda nel 1994

Pausa

Years on(2013) di Bruce Clarke

Years on(2013) di Bruce Clarke

14.00: Le ferite del silenzio. In Rwanda prima, durante e dopo il 1994

Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio, scrittrice, attivista per l’assistenza ai sopravvissuti

ore 14.45-15.45:  Non aver paura di sapere. Partire da una storia traumatica per costruire il futuro

Tavola Rotonda con Silvio Ferrari, Yolande Mukagasana, Gilbert Ndahayo,  lexandre Dauge-Roth, Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la Foresta dei Giusti, Mauro Matteucci, Centro don Milani Pistoia

Presiede  Françoise Kankindi, Presidente di Bene-Rwanda onlus,

ore 16.15: La notte del Rwanda (95min, sottotitoli in Italiano),

Film di Gilber Ndahayo, regista, sopravvissuto al genocidio

Introduzione dell’autore

La partecipazione Gratuita e aperta alla cittadinanza,  link per scaricare la locandina dell’evento: Rwanda 1994-2014 a Genova

a cura di Bene Rwanda onlus in collaborazione con Regione Liguria, Consolato della Repubblica del Rwanda e la Diaspora Rwandese.

Immagine Years on (2013) di Bruce Clarke per gentile concessione dell’Autore, collectif pour les Hommes debout


Add comment marzo 10th, 2014

GIORNATA EUROPEA DEI GIUSTI

Il 6 marzo si festeggia la Giornata europea dei Giusti (European day of the Righteous). Il 10 maggio 2012, con 388 firme, il Parlamento europeo ha proclamato questa festività su proposta dell’associazione Gariwo, la foresta dei Giusti. In questo giorno si commemorano tutte le persone che, con iniziative personali, si sono opposte a crimini contro l’umanità.

Grazie alla strenua attività di Moshe Bejski, magistrato israeliano e presidente eccezionale del Comitato dei Giusti, il titolo di “Giusto” è stato esteso non solo a eroi emblematici della nostra storia, ma a chiunque avesse tentato un gesto di opposizione contro gli orrori di tutti i genocidi o regimi totalitaristi. La data della Giornata dei Giusti è stata scelta in ricordo di questo importante personaggio, scomparso proprio il 6 marzo del 2007 e artefice del Viale dei Giusti di Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto.

Si può partecipare alla Giornata dei Giusti in vari modi: organizzando un evento nella propria città, nelle scuole, “adottando un Giusto”, visitando un Giardino, mettendo un fiore, lasciando una dedica. Questo e molto altro è disponibile sui sito dell’associazione Gariwo.

Tra le personalità che hanno aderito a questa iniziativa si annoverano nomi come Umberto Eco, Dario Fo, Daniel J. Goldhagen e don Luigi Ciotti con l’associazione Libera, numeri e nomi contro le mafie. Hanno aderito al Comitato Europeo per la celebrazione della Giornata dei Giusti, fondato da Gariwo nel 2013, Leonardo Coen, Gherardo Colombo, Ferruccio de Bortoli, Giuliano Pisapia, Liliana Segre e Umberto Veronesi.

Oltre a Gariwo ricordiamo anche il Giardino dei Giusti per gli armeni di Yerevan, la scrittrice Svetlana Broz fondatrice dell’ong Gariwo Sarajevo e la “Giusta” e testimone del genocidio rwandese Yolande Mukagasana, che potrete leggere in una toccante introduzione del libro Rwanda, la cattiva memoria, di Françoise Kankindi e Daniele Scaglione, Infinito edizioni (2014), in prossima uscita in tutte le librerie e sul sito Infinito Edizioni.

Francoise Kankindi commenta così la Giornata dei Giusti in relazione al Rwanda: “dopo i genocidi, senza i giusti, sarebbe difficile credere nell’umanità”. La segue Daniele Scaglione: “in quel disastro che è stato il genocidio in Rwanda di vent’anni fa, qualche giusto c’è stato. Ma non cercatelo tra i capi degli stati più potenti del mondo o tra i dirigenti dell’ONU”.

In attesa di Rwanda, la cattiva memoria Infinito edizioni ricorda la Giornata dei Giusti con una promozione sui libri “La radio e il machete di Fonju Ndemesah Fausta (2009) e “Rwanda. Istruzioni per un genocidio” di Daniele Scaglione (2010).

per più info: http://www.infinitoedizioni.it/contenuto.php?tid=4639

Add comment marzo 6th, 2014

Convegno Giusti dell’umanità: Memoria del bene e prevenzione dei genocidi

3 marzo 2014, h. 15-19

Camera dei Deputati-Sala del Mappamondo

Palazzo Montecitorio, Piazza Montecitorio 1

h.15 Saluti

Marina Sereni, Vice-Presidente della Camera

Mario Giro, Sottosegretario al Ministero degli Esteri

Emanuele Fiano, Camera dei Deputati

Gabriele Albertini, Senato della Repubblica

Introduzione:

on. le Milena Santerini

La memoria dei giusti e educazione alla responsabilità

Gabriele Nissim, Presidente Gariwo – La foresta dei Giusti

Il valore universale dei Giusti

h.16 Interventi:

Marcello Flores, Università di Siena – La prevenzione dei genocidi

Piero Kuciukian, Console Armenia in Italia – I Giusti per gli armeni

Liliana Picciotto, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – La Shoah e i Giusti italiani

Claire Ly, sopravvissuta al genocidio cambogiano – La memoria del bene in Cambogia

Françoise Kankindi, presidente di Bene Rwanda – La memoria dei giusti in Rwanda

Sante Maletta, Università della Calabria  – Le figure morali della resistenza al totalitarismo comunista

Modera:

Antonio Ferrari, Editorialista Corriere della sera

18,30 – Conclusioni

E’ necessario iscriversi per ottenere il passi alla Camera dei deputati. Si prega di dare adesione a martino.merigo@camera.it, fino ad esaurimento posti.

Add comment febbraio 27th, 2014

Incontro “I Giusti e il Genocidio”

Cari amici,

In occasione della giornata europea dei giusti, siete  invitati all’incontro “I Giusti e il Genocidio” martedì 4 marzo 2014 ore 18.00 presso la Casa della Memoria e della Storia, via S. Francesco di Sales 5, Roma.

Nel 2012 il Parlamento europeo ha ratificato una dichiarazione scritta, promossa da Niccolò Riinardi  insieme ad altri quattro  parlamentari europei, con la quale si istituiva il 6 marzo ”Giornata europea in memoria dei Giusti”.

Un incontro per i Giusti, lo dobbiamo a chi non ha seguito ciecamente il pensiero dominante e ha mostrato un coraggio esemplare, rappresentando il migliore esempio di solidarietà.

Ricordare dà forma al futuro e insegnare a non dimenticare è un modo per evitare che si ripetano gli errori e orrori del passato.

Add comment febbraio 27th, 2014

Rwanda 1994, Repubblica Centroafricana 2014, la storia si ripete!

di Yolande MUKAGASANA

Cari fratelli Africani,

mi rivolgo a voi come vostra sorella. Mi rivolgo a voi come una madre che il genocidio dei Tutsi Rwandesi ha lasciato senza speranza. La mia sola speranza per potere vivere era riposta in voi, care sorelle e cari fratelli Africani. Pensavo che il massacro dei miei vi avesse lasciato un insegnamento e il coraggio di difendervi e di difendere la vostra generazione; ahimè mi sbagliavo. Datemi ora un’altra speranza, un’altra ragione per contare su di voi.

Ho visto delle immagini di scene di cannibalismo e di linciaggio che venivano filmate in Centro Africa!

Questo Centro Africa che è diventato il Rwanda di vent’anni dopo. Gli Anti-Balaka esattamente come gli interahamwe rwandesi. Nello stesso modo questi anti-Balaka, ebbri del sangue degli innocenti, la cui unica colpa è la libertà di credere nell’Islam, sono anch’essi armati di machete e coltelli. Vorrei che tutti sapessero che questi Anti-Balaka sono dei Cristiani. La sola differenza tra loro e gli interahamwe è il piacere che possono provare filmando la loro barbarie. Mi chiedo da dove provengano queste telecamere!

Yolande Mukagasana

Yolande Mukagasana

Le scene di cannibalismo non sembrano indignare nessuno, nemmeno i Sangaris[1]. E’ normale, i Negri sono dei selvaggi. E chi può provare il contrario, miei cari fratelli e sorelle? Queste scene provocano l’ammirazione degli spettatori come in una partita di calcio, mentre a me causano nausea, brividi e disperazione. Il Corano è stato profanato e gettato nella spazzatura a Yaloke. Le vittime mussulmane vengono smembrate e evirate a Bangui. Queste scene di cannibalismo mi fanno pensare al Rwanda nel 1994, quando gli assassinio dovevano mangiare il cuore o gli intestini dei cadaveri Tutsi per sfuggire alla giustizia più tardi. Le parti di un corpo umano servivano da grigri[2] per gli assassini! E’ di nuovo il Rwanda in Centro Africa. Quanto mussulmani rimangono in Centro Africa oggi?? Quanti ne resteranno domani? I musulmani superstiti sono stati disarmati e rinchiusi nel loro ghetto senza difesa e protezione. Mi ricordano i resistenti di Bisesero in Rwanda, disarmati dai militari francesi e recintati nelle colline di Bisesero. Morirono a migliaia per essersi mostrati ai  militari francesi, che avevano avuto il torto di considerare i lro salvatori. Ma quel salvataggio non era nel programma dell’”operazione umanitaria Turquoise”. Un calcolo ben fatto per mostrare agli assassini quanti Tutsi rimanevano ancora nelle colline della Resistenza.

Continua a leggere Rwanda 1994, la storia si ripete in centrafrica


[1] Le forze armate Francesi in Repubblica Centroafricana

[2] amuleto

Add comment febbraio 21st, 2014

Kwibuka 20: Commemorazione del ventennale del genocidio contro i tutsi

Una serie di eventi segnerà la 20° commemorazione  del genocidio contro i tutsi in Ruanda. Prima dell’inizio della commemorazione del 7 aprile 2014, una Fiamma della Memoria sarà in tour il paese. Allo stesso tempo, convegni internazionali sul genocidio si svolgerno a Kigali, New York, Londra, Addis Abeba, Washington DC, Roma, Genova, e tante altre città nel mondo.

La fiamma eterna del ricordo

In anteprima l’invito al lancio ufficiale a Kwibuka 20 – 20 ° commemorazione del genocidio contro i tutsi – Lione 26 febbraio 2014

L’Ambasciata della Repubblica del Rwanda in Francia è lieta di invitarvi a partecipare al lancio ufficiale della 20 ° commemorazione del genocidio contro i Tutsi che si terrà a Lione Mercoledì 26 febbraio 2014 alle ore 18 , nella sala del Linden Otelia residence , 200 Avenue Berthelot , 69007 Lyon .

Questo lancio ufficiale è un invito che rivolgiamo al mondo per evocare il ricordo del genocidio dei Tutsi nelle nostre memorie, per onorare le vittime, per confortare i sopravvissuti , e per proteggere le future generazioni contro simili tragedie .

Il periodo della 20 ° commemorazione del genocidio dei Tutsi è iniziata a gennaio di quest’anno e le varie attività sono organizzate sia in Ruanda che all’estero , fino alla fine di luglio 2014.

Add comment febbraio 12th, 2014

Al via il ventennale del genocidio dei Tutsi in Rwanda…

Al via in Rwanda il programma di commemorazioni per i 20 anni dal genocidio del 1994. Secondo l’Onu, almeno 800 mila persone, perlopiù della comunità tutsi, vennero barbaramente uccise. Con l’abbattimento dell’aero su cui viaggiava l’allora presidente, Juvénal Habyarimana, il massacro perpetrato da estremisti hutu si prolungò dal 7 aprile fino alla metà di luglio.

Interahamwe

Interahamwe

A pesare, anche un lungo silenzio della comunità internazionale. Martedì, a Kigali, è stata accesa una torcia in memoria delle vittime del genocidio, che per tre mesi attraverserà tutto il Paese. Poi, comincerà un periodo di lutto nazionale. Sull’eccidio, Daniele Scaglione ha scritto il libro “Rwanda. Istruzioni per un genocidio” e sta preparando un ulteriore saggio al riguardo. Giada Aquilino lo ha intervistato:
R. – Quando pensiamo al genocidio del ’94, forse facciamo fatica a immaginare cosa sia stato. Non è stato solo la morte di tantissime persone e di molte altre ferite: è stato un Paese raso al suolo. Vedere che oggi il Rwanda riesce, ad esempio sugli Obiettivi del millennio, a essere molto più in linea di altri Paesi in via di sviluppo è davvero impressionante. In vent’anni, ha fatto dei progressi strepitosi sul piano sociale ed economico. Ciò non toglie che ci siano ancora dei problemi di divisione, dei problemi di diffidenza all’interno della stessa popolazione e anche un problema politico, nel senso che ci s’interroga su quale sarà il futuro, quale sarà il dopo Kagame, l’attuale presidente.

D. – Lei oggi sta curando un altro saggio sul Rwanda, un dialogo a due voci…

R. – Per me, è stato molto interessante confrontarmi con una ragazza, che si chiama Françoise Kankindi, presidente dell’organizzazione “Bene Rwanda”, che era in Italia al momento del genocidio. La sua presenza, infatti, era veramente un monito importante, che ci portava a dire: il genocidio non è lontano. Con Françoise, stiamo cercando di ricostruire questa vicenda, con un libro che uscirà a fine marzo, per la ricorrenza del 6-7 aprile. E stiamo ragionando anche su cosa è cambiato, approfittando del fatto che Françoise è tornata in Rwanda parecchie volte da allora, per vedere come si è sviluppato il suo Paese e come è mutato.

Continua a leggere:  http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/08/20_anni_fa_il_genocidio_in_rwanda._a_kigali_il_ricordo_delle_vittime/it1-762170

Add comment gennaio 10th, 2014

Damas Gisimba, dal Rwanda un Giusto alla Sesta Giornata di Padova Domenica 13 ottobre

Giusti del Mondo 2013

Damas Gisimba Mutezintare e Carl Wilkens, Mustafa Aga Azizoglu, Lida Basso Frisini

Giovanni Borromeo, Benedetto e Isabella De Beni , Odoardo Focherini,

Maria Lazzari, Ferdinando Gardellin

Dimitar Pesev, Angelo Roncalli (Papa Giovanni XXIII)

Programma

Ore 9.30 – Inizio cerimonia

Ore 10.30 – Partenza della Marcia

Cammino dei Giusti del Mondo

Ore 11.00 – Raduno dei ciclisti

Ore 11.30 – Partenza in bicicletta

Motivazione nomina

Damas Gisimba è nato nel 1961. Nel 1980 i suoi genitori, Peter e Dancilla, fondarono il Gisimba Memorial Center, un orfanotrofio che inizialmente ospitava diciotto bambini, situato nel mezzo della zona più difficile della città, il distretto di Nyamirambo. Alla morte dei genitori, nel 1986, Damas gli succedette come direttore. Quando iniziò il genocidio nel 1994, Damas, di etnia hutu, nascose nel soffitto dell’orfanotrofio bambini e adulti tutsi, nel tentativo di salvarli dal massacro. Il Gisimba Memorial Center divenne rifugio per 400 persone protette da Gisimba, che rischiando la sua vita negava alle milizie la possibilità di entrare nel centro. L’orfanotrofio fu individuato. Alcuni giorni dopo i miliziani Interahamwe a caccia di Tutzi o simpatizzanti Tutzi attaccarono l’orfanotrofio e non risparmiarono neonati e bambini. La situazione era disperata. Mancavano cibo e acqua, i bambini non colpiti dai machete morivano di dissenteria. Il massacro era iniziato, quando accadde quello che Gisimba ha definito “un miracolo”: si materializzò il missionario americano Carl Wilkens, il quale aveva disobbedito all’ordine ingiunto dall’ambasciata americana, a tutti i cittadini americani, di lasciare Kigali. Con la sua sola presenza, impugnando il walkie-talkie e facendo capire che stava contattando l’ONU, Wilkens mise in fuga gli assassini, quindi si offrì di portare i superstiti nella propria missione. Gisimba riuscì ad evacuare il centro spostando gli occupanti in Kigali sotto la protezione di Carl Wilkens.

Damas Gisimba

Damas Gisimba

L’11 novembre 2011 l’attore Clive Owen, ambasciatore dell’Aegis Trust (ONG britannica che si batte per impedire crimini genocidari in tutto il mondo), ha dedicato il premio UNESCO a Damas Gisimba e al fratello François, che con lui dirige l’orfanotrofio. Damas continua a dirigerlo. Il centro, punto di riferimento umanitario per il Rwanda durante il genocidio e in questi ultimi venticinque anni, continua a esistere grazie alla generosità di organizzazioni, privati e volontari.

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Add comment ottobre 3rd, 2013

Silenzio assordante sull’emergenza Nord Kivu!

Mentre si avvicina la ricorrenza del ventennale del genocidio dei Tutsi in Rwanda, che nell’arco di 100 giorni tra l’aprile e il luglio del 1994 ha causato un milione di morti in una carneficina prevista ed evitabile, nella quale il resto del mondo ha preferito non intervenire o ha agito come  complice per ciniche motivazioni geo-politiche ed economiche, l’Italia si mostra ancora distratta riguardo a quanto sta accadendo nel Nord Kivu, cioè in quella parte di territorio Congolese al confine con il Rwanda, intorno alla città di Goma.

Questa è la zona dove nel luglio del 1994 l’Operation Turquoise della Francia garantì accoglienza ed impunità ai genocidari,  comprese le famigerate milizie Interahamwe e quanto rimaneva delle Forze Armate Rwandesi, che fuggivano dal Rwanda incalzati dal Fronte Patriottico Rwandese. Ciò determinò una fortissima destabilizzazione della zona, che ha visto anche la ricostituzione di gruppi armati che si richiamano esplicitamente all’ideologia genocidaria dell’Hutu Power quali le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR), e rappresenta motivo di grandissima preoccupazione per il governo e i cittadini Rwandesi, mentre probabilmente, trattandosi di un territorio assai ricco di materie prime, risulta molto utile a trafficanti di vario genere. La forza di mantenimento di pace della Nazioni Unite (MONUSCO), in Congo dall’inizio degli anni 2000, nonostante le dimensioni (tra i 16.000 e i 20.000 uomini) ed i cospicui finanziamenti, non sembra avere ottenuto grandi risultati, ed è stata accusata di inerzia e, in qualche caso, di connivenza con il traffico illegale di oro e avorio e con le FDRL.

Probabilmente anche a causa di questa reputazione, che la rende invisa alla popolazione locale, a luglio di quest’anno la MONUSCO, a guida francese, si è dotata di una “Brigata d’Intervento Offensivo”, alla quale sono permesse azioni di guerra. Si è creata quindi una situazione che vede MONUSCO, Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC) e i genocidari delle FDRL uniti  contro l’M23 (Movimento 23 Marzo, milizia congolese il cui ex capo Bosco Ntaganda, imputato per crimini di guerra e rifugiatosi in Rwanda, è stato consegnato al Tribunale Penale Internazionale dell’Aia). Il governo Rwandese, accusato di sostenere l’M23, ha sempre negato in tutte le sedi tale addebito. La MONUSCO è composta prevalentemente da soldati di Paesi africani ed è guidata operativamente dalla Tanzania, nazione in forti difficoltà con il Rwanda, che recentemente a titolo di ritorsione ha espulso dal proprio territorio tutti gli immigrati di origine Rwandese.

Questa situazione, oggetto di un appello internazionale pubblicato sul sito di Bene Rwanda (http://www.benerwanda.org/?p=2193), fa temere la ripresa del disegno genocidario iniziato nel 1959 e tragicamente esploso nel 1994; anche in questo caso la comunità internazionale, se non direttamente interessata nel manipolare le informazioni per nascondere il proprio ruolo, appare drammaticamente assente, nonostante si accumulino i segnali preoccupanti (ad esempio l’esplosione di bombe inviate dal territorio congolese in Rwanda che hanno ucciso una donna e ferito il suo bambino).

Facciamo quindi appello alle fonti di informazione indipendenti affinché diano adeguata copertura a questi avvenimenti, perché la memoria del genocidio dei Tutsi del Rwanda del 1994 e il “mai più” che allora ne seguì servano veramente a proteggere le popolazioni, perché l’Italia si impegni in prima persona per una soluzione politica e negoziata della crisi del Nord Kivu invece di lasciare spazio, nel silenzio, alle armi.

Silence assourdissant sur l’émergence du Nord -Kivu

The deafening silence of the emergency in North Kivu!

Add comment settembre 6th, 2013

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