Archive for febbraio, 2022

GODELIEVE MUKASARASI, UNA GIUSTA RWANDESE NEL GIARDINO DEI GIUSTI DI MILANO

Giovedi 3 marzo 2022 verrà celebrata la Giornata dei Giusti e verranno nominati i nuovi Giusti nel Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella e Palazzo Marino a Milano

Bene Rwanda, che da anni collabora con Gariwo, ha appoggiato la candidatura di  Godeliève Mukasarasi nata nel 1956 a Gitarama, nel distretto di Muhanga, dove lavorò nel campo del sociale per 25 anni, si trasferì a Taba dopo il matrimonio con Emmanuel Rudasingwa, un tutsi con il quale ha avuto figli.

Godelieve Mukasarasi

Godelieve Mukasarasi

Durante il genocidio sua figlia venne violentata dai militari Interahamwe, per questo motivo Godelieve e suo marito furono chiamati a testimoniare presso il Tribunale Penale Internazionale (ICTR)  ad Aruha nella causa contro l’ex sindaco di Taba Jean-Paul Akayesu, che non aveva protetto adeguatamente i suoi cittadini. Poco prima di testimoniare, il marito Rudasingwa e sua figlia furono uccisi da un gruppo armato hutu. Superando l’intimidazione da parte di alcuni membri della sua comunità e l’omicidio di sua figlia e del marito, ha testimoniato lei stessa e ha aiutato vari testimoni a deporre contro Akayesu, condannato nel 1998.

Durante i terribili cento giorni del genocidio del 1994, Taba fu lo scenario di alcuni dei più cruenti massacri commessi dagli hutu verso i tutsi, in particolare dalla milizia paramilitare Interahamwe che stuprò e uccise centinaia di tutsi negli uffici governativi. Anche la figlia di Godeliève venne stuprata.

Il sindaco di Taba era Jean-Paul Akayesu, un maestro e ispettore scolastico responsabile della gestione della polizia comunale. Akayesu non solo non impedì la furia delle milizie ma partecipò attivamente, come supervisore, a diverse esecuzioni. Inoltre compilò una lista che consegnò ai cittadini di etnia hutu affinché andassero di casa in casa alla ricerca dei concittadini tutsi.

Immediatamente dopo il genocidio, Godeliève decise di utilizzare il suo background nel lavoro sociale per creare un’organizzazione che si preoccupasse di soddisfare i bisogni delle donne e dei bambini rimasti senza protezioni. Nacque così SEVOTA, un’organizzazione che ancora oggi lavora, attraverso uno staff di professionisti, per promuovere la riconciliazione tra hutu e tutsi e diffondere una cultura di pace e non violenza tra le vedove e gli orfani di guerra.

Convinti che la riconciliazione dovesse passare attraverso il riconoscimento dei crimini e dei perpetuatori, Godeliève e suo marito si impegnarono sin da subito nel cercare giustizia per i sopravvissuti. In un momento in cui il Paese era ancora succube dell’instabilità politica e della violenza armata, nel 1996 accettarono di testimoniare davanti al Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR), l’organo creato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per giudicare i responsabili del genocidio. Accettarono di testimoniare nel caso inaugurale del processo, che si sarebbe tenuto proprio contro il loro sindaco Akayesu, che nel frattempo era stato arrestato in Zambia.

Poco prima di apparire davanti alla corte, sua figlia e suo marito Emmanuel vennero assassinati da una milizia armata. Nonostante il dolore e le minacce che ricevette in seguito, Godeliève ebbe la forza di trovare altre quattro persone che con coraggio accettarono di testimoniare contro Akayesu.

Iniziò così un percorso processuale molto complesso. Akayesu aveva su di sé quindici capi di imputazione per genocidio e crimini contro l’umanità, compreso lo stupro, e violazioni della Convenzione di Ginevra. Per i suoi difensori, Akayesu non aveva preso parte agli omicidi né avrebbe avuto il potere per fermarli: sostenevano che il loro assistito era stato trasformato in un capro espiatorio che avrebbe dovuto pagare i crimini commessi da tutta la popolazione di Taba.

gli appuntamenti di Gariwo per la decima Giornata europea dei Giusti

Aggiungi un commento febbraio 23rd, 2022

Vittoria legale definitiva per i soldati rwandesi ingiustamente accusati dal giudice Bruguière

Martedì 15/02/2022 la Corte di Cassazione di Parigi ha archiviato questo fascicolo confermando l’archiviazione dell’indagine aperta dal giudice Jean Louis Bruguière e che aveva portato al deterioramento dei rapporti tra Parigi e Kigali. Quest’ultimo accusava i soldati dell’RPF, aveva firmato mandati di cattura nei loro confronti e nel 2006 aveva raccomandato un procedimento contro il presidente Kagame davanti al Tribunale penale internazionale per il Ruanda.
Gli avvocati difensori, in un comunicato stampa, hanno salutato una vittoria giudiziaria finale per i soldati ruandesi ingiustamente accusati. Quanto ai familiari delle vittime, non potranno più ricorrere, dopo la decisione finale della Corte di Cassazione. Prima o poi la verità finisce sempre per trionfre e come una volta disse Kagame, “les faits sont tetus” cioè i fatti sono cocciuti!
COMMUNIQUE DE PRESSE Victoire judiciaire définitive des militaires rwandais
Questa foto scattata nel 1994 mostra un soldato davanti al relitto dell'aereo in cui morì l'allora presidente ruandese Juvénal Habyarimana.

Foto scattata nel 1994 da JEAN MARC BOUJOU mostra un soldato davanti al relitto dell'aereo in cui morì l'allora presidente ruandese Juvénal Habyarimana.

Link alla notizia:

https://fr.africanews.com/2022/02/16/rwanda-les-presumes-auteurs-de-l-attentat-du-6-avril-1994-sont-libres/

https://www.lapresse.ca/international/europe/2022-02-15/genocide-au-rwanda/la-justice-francaise-clot-sans-condamnation-deux-dossiers-sensibles.php

Aggiungi un commento febbraio 16th, 2022


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