IL TESTIMONE

luglio 4th, 2009

di Armin Theophli Wegner 

Così accadde al testimone che con gli scritti e con le parole ha annunciato la loro tragedia e la loro fine. Egli se ne sta col peso della sua promessa di ricordare i morti, se solo gli riuscisse di ritornare in Occidente, Ma nessuno lo vorrà più ascoltare.

Sono passati cinquant’anni. Popoli anche più grandi hanno sofferto grandissimi dolori. Pieno di riguardo e quasi con una cattiva coscienza, il testimone è là, ha visto qualcosa che nessuno avrebbe potuto vedere senza rischiare la sua vita. Non significa forse che egli deve morire come chi ha veduto il volto di Dio?

Anche attorno a lui si è creato il silenzio. In qualsiasi direzione si rivolga, bussa a porte chiuse: “Abbiamo il nostro dolore!” Così pensano o dicono “Abbiamo le tragedie dei nostri popoli, perché dobbiamo angustiarci del dolore di altri, da lungo tempo dimenticato!”.

Essi vogliono vivere senza preoccupazione e tristezza, trascorrere i loro giorni senza sapere nulla della violenza e dell’affanno che hanno colpito le generazioni che li hanno preceduti. Quando il testimone di questi orrori, all’inizio degli anni Venti, presagendo che la stessa cosa sarebbe potuta accadere in Occidente, illustrò con innumerevoli fotografie e con tutti i documenti che aveva potuto raccogliere nei campi di sterminio, quello che aveva visto, coloro che ne vennero a conoscenza, in Germania e nei Paesi vicini, reagirono con spavento e tuttavia pensarono: “ Il deserto arabico è così lontano!”

Armin Theophil Wegner (1886-1978) arruolato nel primo conflitto mondiale nell’esercito tedesco, è stato un autore prolifico, un esponente dell’Espressionismo tedesco, un attivista dei diritti umani e una vittima delle persecuzioni naziste. E’ stato premiato con la Croce di Ferro per il suo servizio alla Germania durante la guerra ed è stato riconosciuto dallo Yad Vashem come “Giusto tra le nazioni” per aver rischiato la sua vita combattendo l’antisemitismo sotto il nazismo. Di stanza nei territori dell’impero ottomano durante la Prima Guerra Mondiale Wegner fu testimone del genocidio degli Armeni. Scattò centinaia di fotografie degli eventi e si prodigò in sforzi estenuanti per pubblicizzare le persecuzioni contro gli Armeni, sperando che il popolo Tedesco si potesse indignare per il trattamento riservato agli Armeni quando avesse conosciuto la piena verità dei fatti. Questi sforzi includono una lettera aperta al presidente americano Woodrow Wilson in cui Wegner chiedeva un intervento degli Stati Uniti a favore degli Armeni. Nel 1933 scrisse un’altra lettera appassionata, questa volta ad Adolf Hitler a favore degli Ebrei di Germania. In quella lettera sostenne che la persecuzione degli Ebrei non era una questione di “destino dei soli fratelli Ebrei, ma anche del destino della Germania”. Facendo notare che stava scrivendo quella lettera come un tedesco orgoglioso le cui origini familiari prussiane potevano risalire indietro fino ai tempi delle Crociate, Wegner chiese a Hitler cosa sarebbe diventata la Germania se avesse continuato la sua persecuzione degli Ebrei. Rispondendo alla sua stessa domanda, Wegner dichiarò: “Non c’è una Terra dei Padri senza giustizia!”

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